mater panis

mtn | museo temporaneo navile
Bologna
25|01-28|02|19

È la mostra con cui ha inaugurato il primo museo di quartiere in Italia, dove il concetto di territorialità è stato declinato attraverso i parametri dell’archetipo. Al centro della mostra una grande dea madre di pane.
L’artista si rivolge a questa immagine universale per evidenziare che il pianeta terra e il suo destino sono il vero territorio comune a tutti gli esseri umani. Al termine della mostra la scultura di pane mater panis è stata donata alla terra.

dee e terra

Quartiere Navile
Bologna
dicembre 2018

Azione performativa che ha coinvolto 12 abitanti del quartiere Navile a Bologna. Ognuno è stato invitato a scegliere un luogo a lui caro e bisognoso di attenzione, di cura o di conservazione. Insieme all'artista ha interrato una statuetta di pane raffigurante una venere. L'azione è stata documentata ed è entrata a far parte dell'installazione site-specific Territorio nella mostra mater panis al mtn | museo temporaneo navile.

a cuore aperto

Yesey
Bologna
31|01-03|02|18

Dipinti a olio su pagine di riviste degli anni ​Sessanta applicate su tela. ​Uno spazio dove la pittura si sovrappone a foto, icone pubblicitarie e storie in bianco e nero, dove inedite “colature​“​ destrutturano ​casualmente l’immagine conferendo intensità e pathos.
Il colore che cola, la pennellata che si scioglie diventano la strada verso la liberazione dalla forma e dal controllo. Verso un gesto nuovo, rivoluzionario: per distruggere la realizzazione aderente alla realtà.

de humana anima[li]

Galleria B4
Bologna
23|06-22|07|2016

Ritratti di animali come fermo immagine di un dialogo intimo: uno scambio di sguardi, di sentire e di esperienze, che conducono a potenziali decifrazioni, quindi alle sue trasfigurazioni artistiche.  Non solo gli animali da compagnia - che vivificano un rapporto affettivo ‘umano-animale’, dove la relazione trascende ruoli e categorie, per diventare sic et simpliciter di mutua felicità - ma anche quegli animali (selvaggi) che più raramente attraversano la nostra quotidianità, eppure rappresentano grumi di senso potenti del nostro immaginario. A. G.

i feticci degli altri

ZonaZago7
Bologna
21|05-25|05|15

Senza qualcosa che prova la nostra esistenza ci sentiamo a disagio, proviamo un senso di vuoto.
I feticci rappresentano esistenza, concorrono a creare la storia delle persone. Di “loro“ facciamo fatica a disfarci. Rappresentano un mondo di legami e affetti che non vogliamo perdere.
Per i bambini sono oggetti transizionali, fonti di certezze. Da grandi diventano veicolo di memoria, portano ricordi, vissuti familiari, momenti, passioni, dolori, affetti, amore. Testimoni “silenziosi” delle nostre vite, ci accompagnano nella nostra storia, ci sopravvivono. Attraversano il tempo, quasi immortali.

pane quotidiano

#foodporn inUTILE 1
Torri dell'Acqua | Budrio | Bo
27|09-26|10|2014

Ogni donna è Dea Madre.
Con i propri cicli rimane profondamente, intimamente e fisicamente legata alla terra, ai suoi ritmi, al tempo, alle stagioni, al cibo. Per sua natura accoglie, procrea e nutre.
Le donne coinvolte mostrano le loro differenze in un gioco ironicamente metaforico associando la loro parte più intima e unica, la propria femminilità e le modalità soggettive di viverla, col pane, metafora di nutrimento, che ha in sé sacralità e tradizioni.
Fanno da sfondo tessuti personali, feticci che rappresentano esistenza e concorrono a creare la storia di ognuna di loro.

15 fotografie, stampa lambda su leger, ciotola di legno e semi di grano.

magna mater magnetica

inUTILE magnETICO
Museo di Zoologia | Bologna
12|05-27|05|12

Opera “magnetica” interattiva. L’opera si ispira alle statuette votive realizzate dalle popolazioni antiche, alle veneri paleolitiche, alla venere di Willendorf. “La dea madre riunisce in sé tutte le potenze della natura e i suoi attributi. Presiede alla nascita e alla crescita di tutti gli esseri, dalla fertilità della terra, alla sacralità dell’acqua al perpetuo rinnovarsi della feconda e inesauribile natura. Il giovane dio, suo figlio, segue i cicli della natura per nascere, morire e risorgere ripetendo così l’atto primordiale della creazione cosmica. Niente scompare ma tutto si reintegra nella materia primordiale”.

dermoglifi pietrificati

inUTILI | ARTE FIERA OFF
Casa Bolognini, Torre Alberici | Bologna
27|01-31|01|2011

Sensuali fotografie di particolari rocciosi, simili a pieghe pietrificate di pelli. Metaforiche macro tese a evidenziare l’inaridimento della sensibilità dell’uomo di oggi.
La pelle è il sentire, l’involucro che mette in contatto il nostro corpo con l’esterno, con l’altro.
La pelle pietrifica quando le attività cerebrali si fossilizzano in una massificazione che lascia poco spazio all’affettività.

la farfallina d'oro

inUTILI 100
Cento | Ferrara
23|10-21|11|2010

Quando una donna è inutile lo è più di un uomo.
Il mondo patinato delle riviste fatto di lustrini paillettes e vite di plastica, calciatori e mondanità sembrano essere l’unico interesse di donne che palesano un corpo tonico, formoso, desiderabile a tutti i costi, alla ricerca di una ossessiva unicità che sfocia paradossalmente in una paurosa omologazione. Palestra, chirurgia plastica e abiti assolutamente brandizzati per affermare il dio corpo,
un meraviglioso involucro vuoto.

ri[tratti]

2008 | 2015

Un ritratto per arrivare al cuore di chi guarda. Uno scambio di emozioni. Un ricordo che si fissa sulla tela. Una cura per la memoria di un sentimento. Una cura contro il tempo che passa, per non dimenticare, per ricordare ciò che più ci è caro. Per continuare a vivere un momento, una passione, un amore, per sempre. Per non dimenticare mai, preziosi momenti di vita vissuta.

tortellini

2007 | 2009

Il passato dentro di noi. Tradizioni, gelosamente custodite nel tempo, che glorificano la memoria di chi ci ha preceduto. La cura necessaria per le cose migliori alla ricerca di radici e sicurezza.

Acrilici su tela, foglia d’oro, gommalacca. 30x30 cm.

spatula

2003 | 2007

La rappresentazione degli oggetti della quotidianità, della familiarità, di ciò che ci sta vicino con il quale si ha più confidenza, lascia ben presto spazio ad una ricerca che sempre più tenta di unire, in una sorta di ossimoro, la staticità della figura rappresentata, alla vitalità e alla dinamicità di ciò che è vivente. Una ricerca alimentata dalla tensione tra volontà di controllo, razionalità e aggressività che esplode. Quale miglior soggetto della natura, della terra, degli animali selvaggi (emozioni liberatorie). B. M.

conserva

2014 | 2019

"quasi quasi mi faccio uno shampoo"
L'opera della vita
 che si compone nel tempo. Ogni volta che l’artista si lava i capelli, raccoglie quelli che le rimangono tra le dita e li modella in una piccola pallina che conserva. Un gesto intimo e rituale che afferma la volontà di non perdersi, per non distrarsi dall’obiettivo della vita. Piccoli grovigli divisi per periodi, essenze di vita conservate e etichettate, di mostra in mostra. 

photo portraits

dea faber

Ho impastato come una dea madre | ZonaZago7 | Bologna
27|01-31|01|2016

Le mani scivolano sopra un piano di legno, facendo avanzare lentamente tutto il corpo fino a formare per un istante un triangolo, con avambracci e ventre: è il disegno di un ingresso, una cavità. Ecco che si affacciano i seni a sussurrare che la carne è nuda, scoperta. Bianco e nero. Intanto altre mani si muovono invisibili su un pianoforte componendo un tappeto sonoro morbido e rassicurante, che ci invita a predisporci ai tempi meditati e sacrali di un rito.