Tessere il sole con le mani
Azione di arte relazionale, 5 giugno 2025
maison laviniaturra, Via Sabbioni, 9, 40136 Bologna.
Nell’ambito della mostra “Ascolto i fiori che parlano al cielo”, a cura di Azzurra Immediato, un gruppo ristretto di donne, hanno tessuto le loro intenzioni su un campo di concetti quali: sacro, simbolo, oro, cerchio, memoria, connessione, maschile e femminile.
Un incontro e una contaminazione che dal caos si è mossa verso l’atto creativo, dove anche le parole hanno il potere della creazione.

I semi sotto La neve sognano il sole
Azione di arte relazionale, 19 ottobre 2024
Open Group, Via Santo Stefano, 45, 40125 Bologna.
Nell'ambito del Festival La città delle donne, ideato dall'Associazione spostaMenti
Silla Guerrini intende dedicare questa azione a quella che è, di fatto, l'ideatrice del genere artistico: l'artista sarda Maria Lai (Ulassai, 1919 - Cardedu, 2013).

È ora di rappresentare nuove visioni. Con grazia.
Azione di arte relazionale, 9 luglio 2022.
Festa Internazionale dell'Arte a Lama Mocogno e dintorni infinitamente allargati, a cura di Sandro Malossini.
Photo credit: Dario Rondelli.

 

De rerum natura, 2021-2025.

È una pratica visiva e performativa in cui il corpo si fa supporto e superficie per un atto di prossimità sensibile e riflessiva con il mondo vegetale. Un gesto rituale che interroga la relazione tra materia organica, presenza e ascolto, un dispositivo poetico per re-immaginare l’essere umano in intima relazione con la Terra, senza calpestarla.

 

Mimesi, febbraio 2020, Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa. Photo credits: Emanuela Pepe.

"mimèi s. f. [dal gr. μίμησις der. di μιμέομαι «imitare»], letter. – Propriam., imitazione. Il termine (anche nella forma traslitterata mìmesis) viene usato soprattutto nel linguaggio filosofico, dove acquista importanza con Platone il quale con esso designa la somiglianza delle cose sensibili alle idee; nella concezione platonica dell’arte, la mimesi è da condannare perché, imitando le cose, che a loro volta sono copia delle idee, si allontana tre volte dal vero. Nell’estetica aristotelica, mimesi acquista un significato positivo, come imitazione della forma ideale della realtà, per cui l’operare dell’artista diventa simile all’operare della natura. Ripreso nella critica letteraria contemporanea, il termine indica generalmente la rappresentazione di una realtà ambientale, sociale, culturale, ecc., attuata perseguendo a varî livelli (ideologico, stilistico, documentario, ecc.) l’obiettivo di una riproduzione il più possibile realistica e impersonale di tali realtà". Treccani, vocabolario, online.

Secondo natura, settembre 2020, Villa Davia, Colle Ameno, Sasso Marconi. Photo credits: Marcello Tedesco.

Sa Testa, luglio 2020, Pozzo Sacro di Sa Testa, Olbia. Photo credits: Marcello Tedesco.

Equinozio, ottobre 2019, Pozzo di Santa Cristina, Paulilatino, Oristano.

 

Dee e terra, dicembre 2018, azione relazionale, Quartiere Navile, Bologna. Photo credits: Stefano Aspiranti.

Azione performativa che ha coinvolto 12 abitanti del quartiere Navile a Bologna. Ognuno è stato invitato a scegliere un luogo a lui caro e bisognoso di attenzione, di cura o di conservazione. Insieme all'artista ha interrato una statuetta di pane raffigurante una venere. L'azione è stata documentata ed è entrata a far parte dell'installazione site specific Territorio nella mostra mater panis al mtn | museo temporaneo navile.

 

Do ut Dea, 2016, azione relazionale, Ho impastato come una Dea Madre, 27|01-31|01|2016, ZonaZago7, Bologna

Venti pagnotte di pane su un tavolo luminoso, sotto altrettanti biglietti, ognuna dovrà essere donata a una persona cara in cambio di un pensiero scritto.
Donna, Dea, Madre, Vita, Origine, Natura, Nutrimento, Tradizione, Cultura, Rito, Potenza, Cura e Amore sono i concetti che di volta in volta hanno permesso uno scambio tra l'artista e il fruitore dell'azione che si è trovato, come in una sorta di sorteggio cabalistico, a fare i conti con qualcosa che forse lo ha riguardato intimamente. Un'azione dove il gesto di reciprocità si è reso necessario.

Pane quotidiano, 2014, Torri dell'Acqua, Budrio, Bologna. Stampa su leger, pannello di legno, ciotola, semi.

La donna con i propri cicli rimane profondamente, intimamente e fisicamente legata alla terra, ai suoi ritmi, al tempo, alle stagioni, al cibo. La donna che per sua natura accoglie, procrea e nutre.
15 donne sono state invitate a posare manifestando le loro differenze in un gioco ironicamente metaforico associando la loro parte più intima e unica, e le modalità personali di viverla, col pane, che porta dentro sacralità, tradizioni e nutrimento.
I corpi nudi appoggiano su tessuti che, per ognuna, hanno un significato particolare, feticci che rappresentano esistenza, legami e affetti che non vogliamo perdere.
Nell’allestimento finale, le fotografie dei pani sui grembi dialogano con una ciotola di semi grano.