Come per il culto più antico del mondo, quello della Dea Madre, il corpo femminile acquista un forte valore simbolico inerente alla vita. Il pane lo amplifica e insieme intende nutrire un movimento verso il ritorno della centralità della donna nella società e degli importanti valori che, per indole, essa promuove.
Qui il concetto di fertilità è intesa come potente capacità creativa e creatrice che non vuole però ridursi a mera possibilità riproduttiva, quanto a predisposizione a generare idee, a trasformarle in realtà e a mettere in atto esperienze vitali. È una precisa caratteristica dell’ordine femminile ma che riguarda anche quello maschile, che, intrecciandosi insieme in proporzioni ogni volta diverse, definiscono il genere di ogni essere umano.

L’archetipo della Dea Madre, e i significati a esso riferiti, sono intrinsecamente correlati al pane a partire dagli elementi che concorrono alla creazione della materia che lo origina: la farina che viene prodotta dal grano con le sue, importanti, antiche simbologie; l’acqua che è intimamente legata al culto del femminile, come avviene nel Pozzo di Santa Cristina e negli oltre quaranta Pozzi Sacri presenti in Sardegna; il lievito naturale, o lievito “madre”, i cui microrganismi sono in grado di generare ciclicamente vita a ogni panificazione; il sale che viene dal mare, dove la composizione dell’acqua, delle parti più profonde, è simile a quella del liquido amniotico. Il fuoco, elemento maschile, è l’agente vivificatore e purificatore che attraverso il calore trasforma la materia cruda in nutrimento (la parola "materia" deriva da Mater, in latino madre, e significa: sostanza prima da cui altre sono formate).

Il pane, simbolo di nutrimento per eccellenza, a ogni impasto “domestico” attraverso gesti ritmici, dalle dinamiche ritualistiche, accoglie le tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Nei ginecei rurali, tra le mani delle donne che fanno e producono valore da condividere nel proprio cerchio, nella propria famiglia fatta non solo di parenti, ma anche di amici, animali e oggetti sacri, al fine di creare legami e coesione sociale.

Qui avviene il contrario di ciò che fece nel 1933 Salvador Dalì, probabilmente il primo artista a utilizzare il pane nell’arte non come soggetto ma come medium fisico, quando ha inserito un vero filone di pane nell’opera “Busto di donna retrospettivo”. Dichiarando esplicitamente la trasformazione di “un oggetto funzionalmente utile, simbolo di nutrimento e di segreto sostentamento” in qualcosa di “inutile ed estetico”.

Ugualmente, però, in questa ricerca il pane viene proposto non come immagine ma come una realtà, come una materia organica destinata a deteriorarsi e a modificare l’opera. Il pane si lega al corpo sia per la forma, sia per il tema del passare del tempo.

Il riferimento più felice è invece quello al lavoro della grande Maria Lai, al suo “Pane quotidiano”, ai “Pupi di pane” e alle “Sculture di pane” con cui ci ha raccontato le leggende della sua terra, Ulassai nell'Ogliastra sarda, attraverso tecniche tradizionali del mondo femminile come il cucito, la tessitura e, appunto, la panificazione.

Pane, Dea ma anche Terra.
La Terra che è materia primordiale, principio femminile per eccellenza che trasforma, nutre e crea. La Terra è matrice, è la base di tutti gli esseri viventi, è il centro attorno al quale si ripetono i cicli delle stagioni. È il simbolo della vita, che su di essa inizia e finisce.

Il forte legame della donna con la Terra, la sua originaria predisposizione a seguire il ritmo della natura, a osservare e utilizzare le piante sono caratteristiche da ritrovare per assicurare una maggiore vicinanza dell’essere umano all'ambiente, nell’ottica di rispetto e salvaguardia del pianeta, alla ricerca di equilibrio e salute nella nostra civiltà.

Regina del sole, 2020, pane con lievito madre, legno. "Forme di discontinuità" a cura di Capital Project, Colle Ameno, Sasso Marconi. Ph. Credit: Aurore Audiovisivi.

Regina del sole, 2020, pane con lievito madre, legno. "Forme di discontinuità" a cura di Capital Project, Colle Ameno, Sasso Marconi. Ph. Credit: Aurore Audiovisivi.

Secondo natura, 2020, 26 sculture di varie dimensioni, pane con lievito madre, foglia d’oro. "Forme di discontinuità" a cura di Capital Project, Colle Ameno, Sasso Marconi. Ph. Credit: Aurore Audiovisivi.

Secondo natura (dettaglio), 2020, 26 sculture di varie dimensioni, pane con lievito madre, foglia d’oro. "Forme di discontinuità" a cura di Capital Project, Colle Ameno, Sasso Marconi.

Mater Panis, 2019, pane, gesso, cemento, legno di betulla. "Mater panis" a cura di mtn | museo temporaneo navile, Bologna.

Dee e terra, 2018, azione performativa relazionale, Quartiere Navile, Bologna. "Mater panis" a cura di mtn | museo temporaneo navile, Bologna.

Terra Madre, 2019, terra, pane. "Mater panis" a cura di mtn | museo temporaneo navile, Bologna.

installazione-artistica-pane-arte-dea-madre-donna

Do ut dea, 2016, azione performativa relazionale. "Ho impastato come una dea madre", ZonaZago7, Bologna

Pane quotidiano, 2014, 15 fotografie, stampa lambda su leger, ciotola di legno e semi di grano. #foodporn inUTILE, Torri dell'acqua, Budrio, Bologna.

Pane quotidiano, dettaglio, 2014, 15 fotografie, stampa lambda su leger, ciotola di legno e semi di grano. #foodporn inUTILE, Torri dell'acqua, Budrio, Bologna.