"Con la volontà, che mi appartiene, di creare condivisione, di costruire piccoli ponti di comunicazione tra gli individui, di generare sinergie, il progetto coinvolge una serie di donne. Continua la ricerca sul tema della Dea Madre. La donna con i propri cicli rimane profondamente, intimamente e fisicamente legata alla terra, ai suoi ritmi, al tempo, alle stagioni, al cibo. Per sua natura accoglie, procrea e nutre. Le donne coinvolte mostrano le loro differenze in un gioco ironicamente metaforico associando la loro parte più intima e unica per ogni donna (la propria femminilità e le modalità soggettive di viverla) col pane, che ha in sé sacralità, tradizioni e che significa nutrimento. I corpi nudi sono ritratti su tessuti personali che, per ognuna, hanno un significato particolare, come l’oggetto transizionale per un bambino: chi ha portato il proprio foulard, chi la coperta preferita, chi l’abito di un giorno particolare. Con questo elemento ho voluto fare riferimento a un altro tema della mia ricerca artistica, quello dei i feticci. Sono oggetti che rappresentano esistenza, concorrono a creare la storia degli individui; di loro facciamo fatica a disfarci. Rappresentano un mondo di legami e affetti che non vogliamo perdere".

#lagrandemadre

L'installazione Pane quotidiano composta da 15 fotografie lambda su leger e ciotola di grano è stata esposta per la prima volta a settembre 2014 alle Torri dell'acqua di Budrio (Bologna), in occasione dell'esposizione #foodporninUTILE

 

Vedi i video delle esposizioni: